Lasagne di canapa, verza e patate

Ho avuto la nausea, lo ammetto.
Sono stata satura per mesi di ricette, di ingredienti, di foto, di descrizioni, di tavoli di legno grezzo con piatti immacolati, di schizzi di cibo abilmente orchestrati come fossero dipinti astratti.
Ho avuto la nausea dei fiori intrecciati come fossero una cornice casuale attorno a teglie di cibi difficili, improponibili, irrealizzabili da un normale lettore, roba solo da guardare ed ammirare con gli occhi.
Ho avuto la nausea degli ingredienti proposti, quando arricciavo il naso e mi chiedevo che cosa fossero, e correvo su google a cercarne la descrizione.
Ho smesso di condividere (ma non di cucinare), ho smesso di sbirciare i blog altrui (tranne quelli di due o tre persone, le mie fonti di ispirazione e ammirazione), e mi sono sentita inadeguata.
Trova la tua strada, mi dicevo.
No, io non sono così.
Quando cucino sporco tutto. Tutto. E non sono mai precisa.
Compro cose con l’idea di cucinare un piatto e finisco sempre per stravolgerlo strada facendo.
Fotografo con un iPad. Non so cosa siano le macchinette fotografiche. Non che non mi piacerebbe averne una ed imparare ad usarla, ma per ora è così.
Il mio set è costituito principalmente dagli ingredienti del piatto che propongo. (Della serie: c’è un peperone? Odio i peperoni! Via! Neanche leggo la ricetta!)
I cibi con i nomi troppo strani o troppo esotici mi spaventano.
Avranno sicuramente mille proprietà, ma io me ne tengo alla larga. È un mio limite, lo so.
Sono di un disordine mortale. Aprire il cassettone dove tengo le padelle e le pentole, equivale a chiedersi “Perché?”.
Ma io ci convivo bene nel mio caos. E trovo sempre tutto. (Quasi).

Questa è la mia strada. Condivido per far vedere che si può mangiare e sopravvivere anche senza spendere un capitale, senza sbattersi troppo e senza stravolgere in maniera drastica le tradizioni.
Condivido non perché si segua passo passo una ricetta, ma perché si possa prendere uno spunto quando non si sa cosa cucinare.
Condivido per questo. E mi sa che non smetterò, perché mi piace.

Per la pasta fresca alla canapa:

200gr di farina tipo 2
100gr di farina di canapa
160gr di acqua
Un pizzico di sale

Per il ripieno:

800gr di verza
3 patate

Per la besciamella:

70gr olio di riso (o extra vergine di oliva)
60gr farina di riso
1lt latte di soia non dolcificato
Sale
Curcuma
Noce moscata

Lavare la verza, tagliarla a listelle sottili e soffocarla in padella con un filo di olio, sale e acqua, fino a cottura ultimata.

Miscelare le due farine, unire acqua e sale fino ad ottenere un panetto liscio che farete riposare per un’ora.

Preparare la besciamella. Scaldare l’olio in un pentolino, togliere dal fuoco ed aggiungere la farina, mescolando continuamente per evitare il formarsi di grumi. Aggiungere lentamente il latte tiepido, sempre mescolando, il sale, la curcuma è la noce moscata e rimettere sul fuoco fino alla ripresa del bollore. Quando si sara addensato, è pronto. Ci vorranno pochi minuti. Far raffreddare in un contenitore con la parte in alto a contatto con la pellicola trasparente, per evitare l’odiosa pellicina che si forma a contatto con l’aria.

Riprendere il panetto di pasta e dividerlo in parti più piccole. Con la macchina della pasta (spessore 5) passateli nel rullo e adagiateli su di un piano infarinato.
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Cuoceteli per pochi secondi in acqua bollente e salata, facendoli scolare su di un panno pulito.

Sbucciate e tagliate le patate a fette sottilissime.

Comporre la lasagna con uno strato di besciamella, uno di pasta, ancora besciamella, verza e patate, avendo cura di ricoprire l’intera superficie della teglia. Procedete così per tre strati. L’ultimo sarà di patate, a cui aggiungeremo olio e sale per renderlo più croccante.

Infornare per circa 30 minuti a 200 gradi.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Io sono una casalinga attempata. Condivido essenzialmente perchè ai miei figli rimangano tracce di quello che è stata la cucina di casa. Apprezzo la tua premessa, ma… Non sò dove vivi ma la farina di canapa, la farina macinata 2, l’olio di riso e pure la farina di riso, la curcuma e (ciliegina) il latte di soia! Ma, per me, sei la prima a contraddirti! Tutte queste robe non esistono in nessuna regione italiana.

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  2. VerzaeCicoria ha detto:

    Vivo in un paese di 10000 anime. Farina di riso, curcuma in polvere, latte di soia e olio di riso li trovo tranquillamente nei supermercati. Le farine generalmente le prendo in un mulino vicino casa, ce ne sono ovunque, c’è effettivamente voluto un pò a scovarlo ma basta fare pochi km per trovarne. A volte sono realtà piccole, con ottimi prodotti anche biologici e prezzi contenuti (la tipo 2, ad esempio, la prendo in Sacchi da 5kg a 4 euro). Per la canapa è effettivamente un pò più difficile, ma si trova. Nei negozi biologici o per intolleranti. O ordinandola su internet. I costi salgono un pò, ma ne vale la pena.
    Quando si tratta di cucina vegana, è inevitabile stravolgere un pò la normalità. La stessa lasagna dovrebbe essere con il ragù di carne e la mozzarella per rispettare la tradizione. Ma si può ottenere un risultato naturale anche usando altri ingredienti. E mantenere intatte le nostre radici partendo da elementi semplici e prodotti in casa 😊

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